Ansia

ansia
Frida Kahlo - Autoritratto con capelli tagliati


Fenomenologia dell'ansia.

Indipendentemente dalle cause che attivano lo stato d'ansia, l'individuo può provare diversi gradi d'intensità del disagio e può manifestare alcuni tra i seguenti sintomi somatici: sensazione di affanno o asfissia, cefalea, insonnia, sudorazione eccessiva, stati di debolezza o spossamento, diarrea, dimagrimento troppo rapido, parestesie, ecc...

Inoltre può mettere in atto comportamenti autodistruttivi nel tentativo di gestire l'ansia: fumare, mangiare e fare sesso in maniera eccessiva, fare uso e abuso di alcol, farmaci e sostanze stupefacenti, mettere in atto comportamenti compulsivi, ecc...

Il disagio dovuto a tali stati d'ansia è aggravato dal fatto che essi portano a produrre pensieri disfunzionali e irrazionali che rafforzano la condizione sintomatica.
Tali pensieri e convinzioni contengono tutte uno o più elementi comuni, che danno la connotazione di irrazionalità ad un dato modo di pensare.
Questi elementi sono da considerare le categorie fondamentali del pensiero irrazionale e sono:

  • doverizzazioni (“Io devo assolutamente…”, “Gli altri, o le cose, devono assolutamente…”);
  • insopportabilità, intolleranza (“Io non tollero, non sopporto…”);
  • giudizi totali su di sé o sugli altri (“Non valgo niente”, “Sei uno stupido”, “Sei una carogna”);
  • catastrofizzazione (“E’ tremendo”, “Sarebbe terribile”);
  • indispensabilità, bisogni assoluti (“Bisogna assolutamente…”, “Non si può vivere senza…”)

Prima che il malessere derivante dai vissuti ansiosi diventi invalidante è opportuno rivolgersi ad uno specialista capace di promuovere nel paziente un percorso orientato alla ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali e al contempo un ascolto profondo dei vissuti corporei. Solo un lavoro d'integrazione tra mente e corpo può infatti dare risultati efficaci e duraturi nel tempo.

 


 
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