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La parola ansia si riferisce ad uno stato di attivazione generalizzata dell'organismo, in genere in risposta ad uno stimolo o una situazione ambientale. Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, nonché in una serie di fenomeni neurovegetativi, quali l'aumento della frequenza del respiro (a volte fino all'iperventilazione), del battito cardiaco (tachicardia), e della sudorazione, vertigini, tremori, tensioni muscolari (che a volte portano a contratture), dolori muscolari, sensazione di freddo, mani appiccicose, bocca asciutta, nodo alla gola, nausea (a volte fino al vomito), diarrea. Tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l'organismo ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare nel modo più efficace possibile, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza. L’ansia, quindi, non è solo un limite o un disturbo, ma costituisce una importante risorsa, perché è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni. Tuttavia, quando l'attivazione neurofisiologica è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto agli stimoli ambientali che la generano, potremmo trovarci di fronte ad un disturbo d'ansia. L'insorgenza di una sintomatologia di tipo ansioso può complicare notevolmente la vita di una persona, rendendole difficoltoso affrontare anche situazioni abbastanza comuni. In tal caso è senza dubbio consigliabile rivolgersi ad uno specialista.
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